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Marzo 2026

 

Come si adattano gli organismi al cambiamento climatico? Un nuovo studio svela la complessa interazione tra diversità genetica ed evoluzione della tolleranza alla temperatura.

Il mantenimento della biodiversità dipende in modo cruciale dal potenziale evolutivo delle popolazioni di adattarsi ai mutamenti ambientali. L'accelerazione del cambiamento climatico e gli eventi di temperatura estrema ci spingono a comprendere e prevedere meglio le risposte evolutive.

In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica PNAS, i ricercatori dell'Università di Stoccolma hanno sfruttato il potere dell'evoluzione sperimentale con il sistema modello microbico del lievito (Saccharomyces spp.) per misurare il potenziale evolutivo delle popolazioni di adattarsi al futuro riscaldamento, in tempo reale e attraverso l'intero albero filogenetico delle specie.

Pubblicato in Ambiente


Nelle scorse ore per la prima volta in Italia un tribunale ha certificato un decesso come attribuibile alla contaminazione ai Pfas. Martedì scorso, infatti, il Tribunale di Vicenza ha dato ragione alla famiglia di Pasqualino Zenere, dipendente Miteni dal ’78 al ’92, prima persona che un giudice riconosce deceduta a causa dell’esposizione ai PFOA e PFOS, sostanze con cui l’operaio sarebbe entrato in contatto, durante l’orario di lavoro. Commentando questa storica sentenza, Alessandro Giannì di Greenpeace dichiara:

«La decisione del Tribunale di Vicenza, fondamentale dal punto di vista della tutela della salute delle persone, apre la strada della giustizia ambientale per chi è morto per essere venuto a contatto con i PFAS, che nei decenni da miracolo tecnologico sono diventati inquinanti eterni e cancerogeni. Tuttavia, milioni di persone, in tutta Italia, continuano a essere esposte a vari livelli a queste sostanze pericolose. Sul bando progressivo dei PFAS c’è sul tavolo a Bruxelles una proposta: che ne pensa il governo Meloni?»

Pubblicato in Ambiente


Una nuova ricerca rivela il ruolo del gene Cul4 nello sviluppo della pianta dell’orzo: agisce come un regolatore centrale della crescita, influenzando sia l’architettura del fusto e della spiga che la produzione di composti ormonali legati alla difesa della pianta. Lo studio, condotto da un team internazionale di ricercatori guidato dall’Università degli Studi di Milano e dall’Università di Shiraz, è pubblicato sulla rivista Journal of Experimental Botany.


Un nuovo studio ha dimostrato che mutazioni nel gene Cul4 portano a cambiamenti significativi nello sviluppo della pianta di orzo, tra cui una maggiore altezza, un aumento del diametro del fusto e una variazione delle dimensioni dei chicchi. Questi effetti sono associati a un incremento nella produzione di acido jasmonico, un ormone vegetale coinvolto nella crescita e nella risposta agli stress ambientali.
La ricerca, condotta da un team internazionale di ricercatori guidato dall’Università degli Studi di Milano e dell’Università di Shiraz ha rivelato il ruolo chiave del gene Uniculme4 (Cul4) nell’architettura della pianta di orzo.

Pubblicato in Scienza generale

La senescenza cellulare, l'invecchiamento organismico e le patologie correlate all'età costituiscono fenomeni biologici intrinsecamente complessi, con profonde implicazioni per la salute umana. In tale contesto, il metabolismo e la metabolomica assumono ruoli centrali nella delucidazione dei meccanismi sottostanti e nello sviluppo di strategie di intervento. La presente revisione offre una prospettiva multiscala integrata, approfondendo le complesse interrelazioni tra il metabolismo, la senescenza cellulare, l'invecchiamento a livello organismico e le principali malattie croniche associate all'età, tra cui disturbi cardiovascolari, patologie neurodegenerative, diabete mellito e osteoporosi.

Pubblicato in Medicina
Giovedì, 22 Maggio 2025 08:07

Alle origini della Mesopotamia


Si è conclusa la campagna primaverile della Missione Archeologica della Sapienza nel sito di Tell Zurghul, in Iraq. Gli scavi hanno identificato 10 fasi architettoniche, la più antica delle quali risalente al 5.400 a.C.
Si è appena conclusa la campagna primaverile della Missione Archeologica Italiana della Sapienza Università di Roma diretta da Davide Nadali a Nigin, situata nella regione di Lagash, in Mesopotamia sudorientale.

Gli sforzi si sono concentrati sulla collina minore del sito di Tell Zurghul, antica Nigin, dove dal 2015 la missione è impegnata nello scavo di una sequenza di edifici pubblici, possibilmente “templi”, molto simili ai famosi templi preistorici di Eridu, assegnati alla fase Ubaid 4 e databili fra il 4900 e il 4700 a.C. circa.

Pubblicato in Paleontologia


Uno studio clinico internazionale, con il contribuito del team di Pneumatologia e Fibrosi Cistica del Policlinico di Milano e della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università Statale di Milano, ha dimostrato come l’innovativo farmaco Brensocatib sia in grado di modulare efficacemente l’infiammazione nei pazienti affetti da bronchiectasie.
I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine, saranno sottoposti alla valutazione dell’FDA.
 Il trial clinico internazionale ASPEN ha dimostrato l’efficacia di Brensocatib, un farmaco innovativo che agisce sull’infiammazione delle vie aeree, elemento chiave nella progressione delle bronchiectasie, una malattia polmonare cronica. I dati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine e i risultati sono stati raggiunti con il contribuito anche del team di Pneumologia e Fibrosi Cistica del Policlinico di Milano, diretta da Francesco Blasi, fra gli autori della pubblicazione, Prorettore ai rapporti con il Sistema Sanitario dell’Università degli Studi di Milano e Presidente del Comitato di direzione della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Rilevante anche il ruolo dei medici in formazione specialistica in Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università Statale di Milano. Un importante traguardo per questa malattia ancora senza cure specifiche approvate, che potrebbe rivoluzionarne la gestione.

Pubblicato in Medicina


Uno studio dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, insieme alla Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma e condotto su modelli sperimentali, ha confermato che la stimolazione dopaminergica è efficace nel ridurre l’ipereccitabilità dell’ippocampo condizione alla base dell’insorgenza di epilessia e che può contribuire al progressivo danno cognitivo nella malattia di Alzheimer.

Uno studio dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, insieme alla Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma e condotto su modelli sperimentali, ha confermato che la stimolazione dopaminergica è efficace nel ridurre l’ipereccitabilità dell’ippocampo condizione alla base dell’insorgenza di epilessia e che può contribuire al progressivo danno cognitivo nella malattia di Alzheimer.
Roma, 18 gennaio 2024 - La malattia di Alzheimer è la prima causa di demenza nella popolazione italiana e oltre 600.000 persone convivono con questa condizione. Sebbene la diagnosi della malattia sia, ad oggi, esclusivamente legata ai sintomi riportati al neurologo dal paziente e misurati dal neuropsicologo, la ricerca sta proponendo sempre maggiori soluzioni per la diagnosi precoce dell’Alzheimer.

Pubblicato in Medicina


Il 20 maggio è la Giornata Mondiale delle Api. Il WWF lancia l’allarme con un dossier realizzato nell’ambito della campagna Our Future.


Oltre il 40% degli impollinatori invertebrati rischia l’estinzione a livello globale, mentre in Europa, quasi la metà degli insetti impollinatori è in declino e un terzo è minacciato di estinzione. Il WWF lancia l’allarme in occasione della Giornata Mondiale delle Api con la pubblicazione del dossier “Il futuro in un volo d’ape: perché salvare gli impollinatori significa salvare noi stessi”, realizzato nell’ambito della campagna Our Future.

Il documento, che accende i riflettori su una crisi ambientale tanto silenziosa quanto drammatica, mette in evidenza come la sopravvivenza di api, farfalle, bombi e altri insetti impollinatori sia oggi minacciata da modelli agricoli insostenibili che necessitano di pesticidi, crisi climatica e perdita di habitat naturali. E con la loro sopravvivenza è a rischio anche la nostra.

Pubblicato in Ambiente


I numeri sono impressionati: in soli due mesi, dal 15 marzo al 15 maggio, sono stati oltre 60.000 i passaggi censiti sulla sponda siciliana.


Per il quarantaduesimo anno consecutivo è in corso di svolgimento sullo Stretto di Messina il campo antibracconaggio che monitora il passaggio dei rapaci, lo Stretto infatti è considerato uno dei 28 luoghi più importanti al mondo per le migrazioni dell’avifauna, il più importante in Europa.

Il campo promosso dall’Associazione Mediterranea per la Natura in collaborazione col WWF Italia quest’anno ha fornito dati particolarmente straordinari: oltre 60.000 i rapaci migratori già censiti durante la traversata primaverile sulla sponda messinese. Numeri documentati che contraddicono in modo inequivocabile quelli più tranquillizzanti presentati dalla Società di Messina alla Commissione VIA per il progetto del ponte sullo Stretto e che la Commissione VIA ha ritenuto inadeguati tanto da prescrivere “ante operam” un monitoraggio “che copra un anno intero” sulle specie migratorie prendendo in considerazione “anche altre fasce orarie rispetto a quelle analizzate”.

Pubblicato in Ambiente

 

La nostra percezione e navigazione del mondo si basano sui cinque sensi: vista, udito, tatto, gusto e olfatto. Sebbene gli scienziati sappiano da tempo che ciascun senso attiva specifiche aree cerebrali, una nuova ricerca guidata da Yale ha scoperto che stimoli provenienti da sensi diversi convergono in una regione critica e profonda del cervello, coinvolta nel controllo della coscienza.

Lo studio, pubblicato il 15 maggio sulla rivista NeuroImage, offre nuove prospettive sul meccanismo della percezione sensoriale nel cervello e potrebbe aprire la strada a terapie per disturbi legati all'attenzione, alla vigilanza e alla coscienza.

Pubblicato in Medicina

Medicina

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