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Giovedì, 22 Maggio 2025


Una nuova ricerca rivela il ruolo del gene Cul4 nello sviluppo della pianta dell’orzo: agisce come un regolatore centrale della crescita, influenzando sia l’architettura del fusto e della spiga che la produzione di composti ormonali legati alla difesa della pianta. Lo studio, condotto da un team internazionale di ricercatori guidato dall’Università degli Studi di Milano e dall’Università di Shiraz, è pubblicato sulla rivista Journal of Experimental Botany.


Un nuovo studio ha dimostrato che mutazioni nel gene Cul4 portano a cambiamenti significativi nello sviluppo della pianta di orzo, tra cui una maggiore altezza, un aumento del diametro del fusto e una variazione delle dimensioni dei chicchi. Questi effetti sono associati a un incremento nella produzione di acido jasmonico, un ormone vegetale coinvolto nella crescita e nella risposta agli stress ambientali.
La ricerca, condotta da un team internazionale di ricercatori guidato dall’Università degli Studi di Milano e dell’Università di Shiraz ha rivelato il ruolo chiave del gene Uniculme4 (Cul4) nell’architettura della pianta di orzo.

Pubblicato in Scienza generale

La senescenza cellulare, l'invecchiamento organismico e le patologie correlate all'età costituiscono fenomeni biologici intrinsecamente complessi, con profonde implicazioni per la salute umana. In tale contesto, il metabolismo e la metabolomica assumono ruoli centrali nella delucidazione dei meccanismi sottostanti e nello sviluppo di strategie di intervento. La presente revisione offre una prospettiva multiscala integrata, approfondendo le complesse interrelazioni tra il metabolismo, la senescenza cellulare, l'invecchiamento a livello organismico e le principali malattie croniche associate all'età, tra cui disturbi cardiovascolari, patologie neurodegenerative, diabete mellito e osteoporosi.

Pubblicato in Medicina
Giovedì, 22 Maggio 2025 08:07

Alle origini della Mesopotamia


Si è conclusa la campagna primaverile della Missione Archeologica della Sapienza nel sito di Tell Zurghul, in Iraq. Gli scavi hanno identificato 10 fasi architettoniche, la più antica delle quali risalente al 5.400 a.C.
Si è appena conclusa la campagna primaverile della Missione Archeologica Italiana della Sapienza Università di Roma diretta da Davide Nadali a Nigin, situata nella regione di Lagash, in Mesopotamia sudorientale.

Gli sforzi si sono concentrati sulla collina minore del sito di Tell Zurghul, antica Nigin, dove dal 2015 la missione è impegnata nello scavo di una sequenza di edifici pubblici, possibilmente “templi”, molto simili ai famosi templi preistorici di Eridu, assegnati alla fase Ubaid 4 e databili fra il 4900 e il 4700 a.C. circa.

Pubblicato in Paleontologia

 

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