Foreste europee a rischio: entro il 2100 i danni da eventi estremi potrebbero raddoppiare

Un nuovo sguardo sul futuro degli ecosistemi boschivi
Un'importante ricerca internazionale pubblicata sulla rivista Science, che ha visto la partecipazione attiva dell'Italia attraverso il Cnr-Isafom (Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo), ha tracciato il quadro più dettagliato mai realizzato sul futuro delle foreste del nostro continente. Lo studio analizza l'impatto dei cambiamenti climatici fino alla fine del secolo, rivelando una crescita preoccupante dei cosiddetti "disturbi forestali".
Il cuore tecnologico della ricerca è un innovativo framework di simulazione: integrando dati satellitari di oltre trent'anni (1986–2020) con modelli ecologici locali, gli scienziati hanno addestrato un'intelligenza artificiale basata sul deep learning. Questo modello ha elaborato circa 135 milioni di punti di simulazione su 13.000 siti europei, permettendo di prevedere la salute dei boschi con una precisione altissima (risoluzione di un ettaro).
Global Recycling Day 2026: come trasformare la differenziata in una risorsa per il Pianeta

In vista della Giornata Mondiale del Riciclo del 18 marzo, il WWF Italia sottolinea come una corretta gestione degli scarti domestici sia uno degli strumenti più immediati per salvaguardare la biodiversità e ridurre il prelievo di materie prime vergini. Riciclare non significa solo "buttare", ma chiudere il cerchio dell'economia circolare, abbattendo le emissioni di gas serra e proteggendo gli ecosistemi naturali.
Tuttavia, la buona volontà dei cittadini si scontra spesso con dubbi operativi: dove va questo oggetto? La risposta risiede spesso nella distinzione fondamentale tra materiale e imballaggio.
La regola d'oro: è un imballaggio?
In Italia, il sistema di raccolta è strutturato principalmente per gestire gli imballaggi (oggetti nati per proteggere, contenere o trasportare merci). Riconoscere un imballaggio — come il flacone del sapone, la scatola dei cereali o la bottiglia dell'acqua — è il primo passo per non sbagliare.
Environmental Exposure and Pancreatic Cancer Incidence: The Shadow of Agricultural Chemistry

This is the story of an enemy that grows in the dark and of a land that has lost its purity. Pancreatic cancer is not an inescapable fate, but often the result of a silent war fought in the fields that ends on our plates.
Pancreatic carcinoma is steadily increasing, growing by 1% each year. It strikes hard at women and the young, populations once considered safe. Though smoking remains a heavy debt to pay, science now points the finger at chronic exposure to environmental contaminants.
L’esposizione ambientale e l’incidenza del carcinoma pancreatico: l’ombra della chimica agricola

Questa è la storia di un nemico che cresce nell’ombra e di una terra che ha smarrito la sua purezza. Il cancro del pancreas non è un destino ineluttabile, ma spesso il risultato di una guerra silenziosa combattuta nei campi e finita nei nostri piatti.
Il carcinoma pancreatico è in aumento costante, con una crescita dell'1% annuo. Colpisce duramente le donne e i giovani, popolazioni un tempo considerate al sicuro. Sebbene il fumo rimanga un debito pesante da pagare, la scienza punta oggi il dito verso l’esposizione cronica ai contaminanti ambientali.
Abissi in pericolo: il WWF chiede lo stop immediato alle trivellazioni oceaniche
In concomitanza con l'apertura della 31ª sessione del Consiglio dell'Autorità Internazionale dei Fondali Marini (ISA) a Kingston, in Giamaica, il WWF lancia un monito globale: l'estrazione mineraria in acque profonde (deep-sea mining) minaccia di distruggere ecosistemi quasi del tutto sconosciuti. L'organizzazione, insieme alla Deep Sea Conservation Coalition, spinge per una moratoria internazionale e promuove la petizione "Difendi gli abissi".
Il segreto dei fiori: scoperto il "regista" molecolare che crea la vita nel seme

Uno studio internazionale guidato dall'Università Statale di Milano e dalla Humboldt-Universität di Berlino, pubblicato su Nature Communications, svela come le piante selezionano la cellula madre fondamentale per la riproduzione.
La "scelta" decisiva nell'ovulo
Nelle angiosperme, le piante a fiore che dominano i paesaggi terrestri, la riproduzione avviene all'interno di una struttura microscopica chiamata ovulo. In questo ambiente protetto, avviene un passaggio critico: la pianta deve "scegliere" un'unica cellula tra tante per trasformarla nella Cellula Madre delle Megaspore (MMC). Questa cellula è l'unica destinata a generare il gamete femminile e, successivamente alla fecondazione, l'embrione.
I denti come specchio dell'antica Sumer: dieta, infanzia e società ad Abu Tbeirah

Un'indagine internazionale coordinata dall'Università La Sapienza di Roma, pubblicata sulla rivista PNAS, ha gettato nuova luce sulle abitudini alimentari e sulla vita quotidiana in una città della Mesopotamia meridionale del III millennio a.C. Lo studio fornisce, per la prima volta, prove dirette persino sulla nutrizione prenatale e sui primi anni di vita, offrendo una prospettiva inedita sulle comunità urbane arcaiche.
Quali erano i cibi che sostentavano gli abitanti di una delle culle della civiltà? E come venivano alimentati i bambini durante le fasi di espansione dei primi centri urbani? A queste domande risponde una ricerca condotta da un team di esperti afferenti ai dipartimenti di Biologia Ambientale, Scienze della Terra e all'Istituto Italiano di Studi Orientali della Sapienza, in collaborazione con il Museo delle Civiltà di Roma, l'Università di Melbourne e il Géosciences Environnement Toulouse. Il progetto, finanziato dai Grandi Scavi Sapienza, si è concentrato su Abu Tbeirah, una città di medie dimensioni situata nell'odierna regione irachena di Nasiriyah, nel III millennio a.C.
Oltre l'Invisibile: Il Cervello che "Vede" nel Buio della Memoria

Uno studio coordinato dal Cnr e dall'Università di Firenze, pubblicato su Current Biology, rivela come il nostro sistema visivo riesca a mantenere traccia degli oggetti anche quando scompaiono dietro un ostacolo.
La continuità della nostra esperienza visiva
Provate a pensare a un’auto che passa dietro un grande camion o a un pedone che scompare per un istante dietro un cartellone pubblicitario. Nonostante l'interruzione fisica dello stimolo, la nostra percezione non subisce alcun vuoto: continuiamo a sapere esattamente dove si trova l'oggetto e che aspetto abbia. Ma come fa il cervello a colmare questo silenzio visivo?
Fino a oggi, la scienza si divideva tra chi pensava che il sistema visivo si limitasse a "tollerare" queste brevi pause e chi ipotizzava l'esistenza di un meccanismo attivo di ricostruzione. La ricerca condotta dall’Istituto di Neuroscienze del Cnr (Cnr-In) e dall'Università di Firenze ha sciolto il dubbio, dimostrando che possediamo una forma di memoria visiva ad alta definizione incredibilmente rapida ed efficace.
Luce e Cristalli: La Nuova Frontiera Wireless per Guidare le Cellule

Il team del Cnr-Isasi rivoluziona la biotecnologia: grazie alle proprietà del niobato di litio, è ora possibile controllare movimento e forma cellulare senza l'uso di elettrodi fisici. Uno studio che apre la strada a una medicina rigenerativa "intelligente".
L'addio ai fili nella manipolazione cellulare
Fino a oggi, influenzare il comportamento delle cellule — come la loro direzione di movimento o l'adesione a una superficie — richiedeva l'integrazione di complessi elettrodi fissi su supporti biocompatibili. Questa architettura rigida limitava enormemente la flessibilità degli esperimenti.
La svolta arriva da Pozzuoli, dove l’Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti “Eduardo Caianiello” (Cnr-Isasi) ha sviluppato un’interfaccia bio-fotovoltaica alimentata esclusivamente dalla luce. La ricerca, pubblicata su Advanced Functional Materials, dimostra come i campi elettrici generati da cristalli di niobato di litio drogati con ferro possano interagire con i sistemi biologici in modalità completamente wireless e non invasiva.
Gravidanza fisiologica: le nuove linee guida dell'ISS tra scienza e appropriatezza

L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha presentato l'ultimo aggiornamento delle linee guida sulla gravidanza fisiologica, tracciando un confine netto tra ciò che è tecnicamente fattibile e ciò che è clinicamente utile.
La novità più rilevante riguarda la ridistribuzione dei controlli ecografici: via libera all'ecografia nel primo trimestre, ma stop a quella del terzo, salvo casi di specifica necessità clinica.

