Aquae

Sul tema dell'acqua e sulle opere a questa dedicate in epoca romana è stato realizzato un interessante percorso tematico intitolato "Aquae", esposto durante tutto il mese di febbraio presso il Museo della Civiltà Romana della Capitale. L'iniziativa, patrocinata dall'Assessorato alle Politiche Culturali e dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, è organizzata dalla “Zètema servizi museali”.
I numerosi plastici esposti, le ricostruzioni storiche degli avvenimenti e delle tecniche idrauliche testimoniano un'attenzione crescente nei confronti del tema dell'acqua durante l'antichità. Una risorsa, questa, determinante per la scelta dei luoghi per i nuovi insediamenti e che ha influenzato le strategie militari, le scelte architettoniche, le politiche economiche e commerciali di qualsiasi comunità.
Non solo. Nella Roma antica, sia in età repubblicana sia durante quella imperiale, politici ed Imperatori erano pienamente consapevoli della importanza, in termini di propaganda, che le opere idrauliche garantivano nei confronti delle popolazioni. L'acqua, così come l'esercito ed il diritto, era una dei punti di forza che l'Impero offriva alle popolazioni barbare.
Il buio è uno spazio

Esiste una sostanziale differenza tra il vedere ed il guardare, ossia tra la semplice facoltà dovuta al buon funzionamento della vista e la capacità di saper osservare, interrogarsi e capire.
Ci fornisce principalmente questo spunto di riflessione la mostra fotografica che espone gli scatti di Evgen Bavčar, allestita dal 19 gennaio al 25 marzo presso il museo di Trastevere in Roma e curata da Enrica Viganò.
Evgen Bavčar è nato nel 1946 in Slovenia, si è laureato in filosofia estetica presso l'Università La Sorbona di Parigi, è divenuto prima un ricercatore per il CNRS francese, poi poeta, scrittore, e conduttore radiofonico.
AKTION T4 - Lo sterminio nazista delle persone con disabilità

L'olocausto rappresenta molto probabilmente una tra le pagine più tristi dell'esistenza umana. Un capitolo della storia che in molti hanno voluto celare e addirittura negare. Un'operazione, quest'ultima, resa impossibile dall'enorme quantità di documenti di tutti i generi che raccontano quegli omicidi di massa.
Dal 17 febbraio a Roma, presso la Casa della Memoria e della Storia, è stata allestita una interessante mostra espositiva organizzata dal Centro Storico Dino Gasperini e patrocinata dall'Assessorato alle politiche Culturali che fa luce su un particolare aspetto dell'olocausto che, spesso e troppo facilmente, è scivolato nell'oblio.
La Macchina dello Stato

In occasione delle celebrazioni per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia è stata allestita, presso l'Archivio Centrale dello Stato di Roma, l'esposizione intitolata "La Macchina dello Stato. Leggi, uomini e strutture che hanno fatto l'Italia".
La mostra, organizzata dalla Direzione Generale per gli archivi, propone un percorso storico lungo e complesso testimoniato dalla copiosa documentazione a disposizione dell'Archivio Centrale.
Raccolte di leggi, atti governativi, fotografie, resoconti di studi dell'epoca, libri, articoli di giornale, carte geografiche, strumenti e mobilio della Pubblica Amministrazione e molto altro ancora. Tutto rigorosamente originale ed ordinato in modo da ricostituire le differenti fasi storiche che hanno reso la Penisola italiana uno Stato unitario.
I primi quaranta anni dell'Unità sono rappresentati da una completa raccolta documentale che testimonia lo sforzo compiuto per armonizzare una realtà geografica, politica, economica e giuridica assai diversificata. Basti pensare ai differenti sistemi di misurazione sia delle distanze che dei pesi o alla presenza di differenti monete. Assai interessanti lo sviluppo iniziale del sistema scolastico italiano, fondamentale per la costituzione di una cultura unitaria, e l'emanazione del nuovo Codice penale con cui veniva abolita la pena di morte.
Il periodo storico fino all'inizio del nuovo secolo XX si conclude con i documenti risalenti all'attentato mortale contro Re Umberto I lasciando il passo al secondo percorso espositivo che riguarda il cammino compiuto dal nostro Paese fino agli anni '20 del secolo scorso.
I documenti testimoniano come all'inizio del '900 sia andato progressivamente crescendo l'ambito di responsabilità affidato alla Pubblica Amministrazione. Evoluzione che, dalla cura e protezione del patrimonio artistico nazionale, ha spaziato sino alla fornitura di elettricità attraverso la nascita di aziende municipalizzate e di nuovi soggetti. Ciò in conformità con lo sviluppo industriale e con la nuova necessità da parte dello Stato di acquisire un ruolo maggiormente rilevante nell'economia e nella società.
Umanità

Una fedele ricostruzione di trent'anni di storia nazionale ed internazionale con rispettosa attenzione nei confronti dei protagonisti della storia stessa, siano stati essi personaggi di grande fama o individui comuni. In questo modo si propone al visitatore l'opera di Gianni Giansanti, celebrata dalla mostra fotografica "Umanità", in questi giorni a Roma presso il Museo di Trastevere. L'esposizione, curata da Chiara Mariani e Alda Masella, è realizzata dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci ed è patrocinata dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali.
La persecuzione degli ebrei in Italia

Nell'approssimarsi del 27 gennaio, ricorrenza del giorno della Memoria, 24 gennaio è stata inaugurata a Roma, presso "La casa della memoria e della storia", la mostra intitolata "1938-1945 la persecuzione degli ebrei in Italia" a cura dell'Associazione Romana Amici D'Israele. L'esposizione, realizzata utilizzando i pannelli della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, è stata patrocinata dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune. All'interno degli spazi espositivi della mostra è stato realizzato un percorso attraverso il quale è possibile definire in modo chiaro quale è stato il reale livello di tutela dei diritti civili, politici e sociali garantito ai cittadini di religione ebraica da parte dello Stato italiano nel corso della storia. Una riflessione che, proprio perchè avviene durante l'anno delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, assume un valore ancora maggiore.
Roma sunu Senegal

L'integrazione tra popoli e culture differenti non è solo il pre-giudizio che deve influenzare le nostre politiche sociali e di sviluppo ma un valore da coltivare, proteggere e tramandare.
Seguendo questo percorso logico ed emotivo è stata allestita la mostra fotografica "Roma sunu Senegal" realizzata da Roberto Cavallini ed inaugurata presso i locali della Biblioteca del XV Municipio di Roma il giorno 13 dicembre.
L'inaugurazione della mostra è stata presenziata da Giovanni Paris, Presidente del Municipio ospitante, Annalisa Giannetti, Presidente dell'Associazione "Roma XVI con l'Africa", Sabina Pistone, Docente presso l'Istituto Federico Caffè.
Le aspettative della Conferenza di Rio

Si apre oggi, 20 giugno, nella città brasiliana di Rio de Janeiro il vertice delle Nazioni Unite che affronta il tema dello Sviluppo Sostenibile.
Alla conferenza, più nota come "Rio +20" in quanto si tiene venti anni dopo il "Summit della Terra", prenderanno parte i delegati dei 193 paesi membri ONU per considerare temi quali: il controllo delle emissioni di CO2, la deforestazione, l'inquinamento dei mari e dei corsi d'acqua dolce, la salvaguardia delle biodiversità, il controllo delle nascite ed il ricorso alle energie rinnovabili.
Sono molte però le ragioni di scetticismo sulle reali capacità e sulle possibilità che i leaders politici mondiali possano adottare misure concrete, al fine di salvaguardare lo stato di salute ambientale.
Lo scetticismo deriva da una serie di fattori concomitanti.
Primo tra questi è il fantasma della crisi economica che aleggia in quasi tutti i mercati internazionali. Un drastico cambiamento degli apparati produttivi, soprattutto di quelli industriali, renderebbe necessario, in molti contesti, investimenti economici volti alla riconversione in favore di economie eco-sostenibili. Investimenti e quindi sacrifici che forse sarebbero paganti solo nel lungo periodo. Un periodo troppo lungo per alcuni leader politici che vedono l'approssimarsi delle scadenze elettorali nei propri Paesi.
I risvolti del clima racchiusi nel ghiaccio delle Alpi

Collaborazione tra Università di Milano-Bicocca, EV-K2 CNR e PNRA. Scopo della missione sul Monte Rosa recuperare carote di ghiaccio lunghe fino a 120 metri, arrivando alla base del ghiacciaio.
Milano, 18 giugno 2012 - Perforare i ghiacciai alpini per estrarre dalla profondità le informazioni sui cambiamenti climatici intercorsi nell'ultimo secolo. È quanto stanno facendo da ieri e fino al 23 giugno ricercatori e tecnici che operano nell'ambito dei programmi di ricerca sui cambiamenti climatici e ambientali dell'Università di Milano-Bicocca, del Comitato EvK2Cnr e del Progetto NextData del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Conferenza di Durban

“Abbiamo raggiunto un accordo storico”. Si è espressa in questi termini Maite Nkoana-Mashabane, Ministro degli Esteri Sudafricano e Presidente della Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima (COP 17) che ha concluso i propri lavori con la firma di un accordo al termine di due settimane di estenuanti trattative nella città di Durban.
Come spesso accade in questi casi però, risultano essere assai discordanti i giudizi relativi ai risultati raggiunti.
L'entusiasmo dei giudizi dei rappresentanti politici presenti a Durban, tra cui quello del Ministro Italiano dell'Ambiente Corrado Clini che intravede nell'accordo raggiunto “una speranza concreta per la stabilità del clima e per la nostra economia...” e del Ministro inglese dell'Energia Chris Huhne che definisce il risultato come “un grande successo della diplomazia europea...”, è stato ridimensionato dalle valutazioni espresse dai rappresentanti delle diverse organizzazioni ambientaliste.
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