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Abstract
Nella ricorrenza del Centenario (1912-2012) dei primi studi sulla diffrazione dei raggi-X, viene ricordato – con una Mostra storico-scientifica-documentaria, curata dall’Autore del Cd-Rom e della nota qui presentati – il contributo fondamentale dato alla Scienza Chimica italiana del Novecento dal Prof. Giordano Giacomello (1910-1968), e dalla Sua scuola, attraverso i significativi studi e le rilevanti ricerche sperimentali effettuati sulla diffrazione dei raggi-X applicati nel campo della Strutturistica Chimica, a partire dai primi anni Trenta del Novecento.
L’iniziativa museale costituisce un doveroso omaggio alla memoria del Prof. Giacomello - eminente uomo di Scienza e di Cultura, persona dai grandi propositi, realizzatore negli anni Cinquanta e Sessanta di Istituti di ricerca universitari e di Centri di Studio del CNR , promotore di una nuova Politica della Ricerca scientifica italiana - la cui opera scientifica e la Sua scuola italiana di Strutturistica Chimica, Chimica-Farmaceutica, di Chimica Nucleare e Radiochimica, di Radiobiochimica, ha formato un consistente numero di studiosi ed eminenti ricercatori italiani noti, a livello internazionale, per le loro significative ricerche scientifiche.
Grazie ai suoi contenuti originali - costituiti da documentazione e da immagini di strumenti scientifici, già in uso nei Centri di Studio diretti dal Prof. Giacomello (oggi patrimonio museale) - il Cd-Rom presentato consente una visita virtuale di sicuro interesse storico-scientifico.

Pubblicato in Fisica
Lunedì, 19 Novembre 2012 00:00

E la chiamano “bufala”

E la chiamano estate di Paolo Franchi - Festa del Film di Roma 2012

Miglior regia per Paolo Franchi - miglior interpretazione femminile per Isabella Ferrari

E la chiamano estate, ultima fatica del regista Paolo Franchi, in concorso alla settima Festa del Cinema di Roma, porta a casa, tra critiche e polemiche, ben due premi: “miglior regia” e “miglior interpretazione femminile”.

Non c’era davvero bisogno di scomodare il maestro Bruno Martino per costruire un pensiero, dietro una serie di inquadrature all’insegna della vacuità. La vedova del musicista, infatti, ha presentato un ricorso cautelare d’urgenza per bloccare la proiezione e la distribuzione del film, perché “lesivo del patrimonio culturale ed artistico del musicista”. Si è gridato contro una critica mai così unanime nella bocciatura di un film, apostrofando gli esperti come bigotti, per non aver capito un film d’autore e perché colpevoli di non dare supporto al cinema italiano. Si sono anche azzardate presuntuose similitudini con lo splendido lavoro di McQueen, Shame, presentato a Venezia, l’anno scorso.

Pubblicato in Cinema
Domenica, 18 Novembre 2012 00:00

BRANDELLI - Pezzi di Luca Ferrari

Primo Prospettive miglior documentario – Roma 2012

Nato da un reportage fotografico cominciato nel 2009, Pezzi, il documentario di Luca Ferrari, presentato al Festival del Film di Roma di quest’anno, nella sezione Prospettive Italia, si aggiudica il primo premio della sezione. In poco più di un’ora di documentario, si ha molto da riflettere.

Massimo, Stefano, Rosi, Bianca, Giuliana sono i padri, le madri, i figli di una città, Roma, che non li riconosce se non nell’accento sguaiato - quello dell’ignoranza - e che li relega ad una periferia – il laurentino 38 - la cui identità si sovrappone esattamente alle loro vite integrate solo tra loro, non con le altre, quelle della gente “normale”. La galera è in agguato, la droga onnipresente e spappolante. “Il passo dall’immagine fissa a quella filmata è stato naturale” - spiega il regista. Pezzi di vita ruvida, dolorosa, graffiata e graffiante, di giovani vite stroncate e senza via di scampo e di madri, che vivono solo nel ricordo di un giglio sporcato dal sangue della morte violenta. 

Pubblicato in Cinema
Domenica, 18 Novembre 2012 00:00

INTERNET VINCE SULLA SALA

Marfa girl di Larry Clark

Marc’Aurelio d’oro al Festival Internazionale del film di Roma 2012

A partire dal suo primo libro fotografico, Tulsa, datato 1971, nello scorcio di quarant’anni, Larry Clark si conferma coerente con se stesso. La rappresentazione della violenza, l’abbrutimento umano, le psicopatologie dei cosiddetti soggetti normali, l’attenzione verso gli adolescenti e una sessualità esplicita, sono i temi di Marfa girl, Marc’Aurelio d’oro alla settima kermesse cinematografica della capitale. Il tutto è vissuto a Marfa, cittadina sperduta del Texas, di fatto terra di confine tra Usa e Texas, un luogo abbandonato a se stesso e completamente privo d’identità. 

Pubblicato in Cinema
Giovedì, 25 Ottobre 2012 00:00

Settimana Europea della Mobilità Sostenibile

 

In considerazione della crescente urbanizzazione, fenomeno che interessa  tutte le società, ed a causa delle ripercussioni di differenti natura che la questione del congestionamento delle aree urbane determina, si giustifica come tale problematica sia oggetto di interesse, discussione ed approfondimento finalizzate a ricercare valide ed efficaci soluzioni.

A tale scopo anche quest'anno, dal 16 al 22 settembre, si celebra la "Settimana Europea della Mobilità Sostenibile" manifestazione che ha lasciato scaturire numerose iniziative, tra cui dibattiti ed incontri in molte città europee che aderiscono all'evento.

Giunta alla XI edizione, la manifestazione, promossa dalla Commissione Europea, è considerata il più importante appuntamento internazionale per discutere del rapporto tra mobilità e sostenibilità.

Tema di quest'anno è il "Moving in the right direction" che pone al centro del dibattito il "trasporto alternativo" quale valida soluzione al traffico urbano.

Un problema quest'ultimo che ha ripercussioni di differente natura sulla vita del cittadino.

Infatti al traffico urbano sono riconducibili costi di natura ambientale dovuti alle emissioni di gas serra, il grave 'inquinamento acustico' di cui i centri cittadini sono vittima nonché costi di natura economica derivanti dai consumi energetici di risorse spesso non reintegrabili, tra cui gli idrocarburi.

Ed ancora costi di natura sociale, sia in termini di incidentalità crescente e di sicurezza dei cittadini, sia in termini di qualità della vita degli stessi; costi dovuti ai considerevoli effetti nocivi che il traffico urbano determina sullo stato di salute mentale e su quello fisico dell'individuo.

 

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Giovedì, 25 Ottobre 2012 00:00

Un viaggio nel Novecento

Un intellettuale anticonformista, animato da un acuto senso critico che lo ha posto spesso in contrasto con le posizioni culturali e politiche dominanti: Ruggero Zangrandi.

Dal 25 settembre al 19 ottobre la Casa della Memoria e della Storia di Roma rende omaggio al giornalista, allo scrittore, al ricercatore ed all'uomo con una interessante mostra intitolata: "Ruggero Zangrandi: un viaggio nel Novecento".

L'esposizione, curata dell'Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza (Irsifar), promossa dall'Assessorato alle politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, consta del materiale proveniente dall'archivio personale di Ruggero Zangrandi, donato nel 2007 all'Irsifar dalla figlia del giornalista, Gabriella.

Una selezione di fotografie, appunti, diari e lettere che ripercorrono l'esperienza culturale ed umana di un intellettuale che ha partecipato con intensità alle vicende salienti del nostro Paese durante il secolo scorso.

Dalla conoscenza con Vittorio Mussolini, figlio del Duce, fatta sui banchi di scuola del Liceo Tasso di Roma e con il quale ha collaborato alla pubblicazione del periodico studentesco "La penna dei giovani", alla frequentazione di Villa Torlonia.

Dall'adesione al movimento fascista e la conseguente partecipazione all'attività editoriale con "Il Popolo d'Italia", organo del Partito fascista, alla rottura con il regime, fino alla fondazione del Partito socialista. Rivoluzionari eventi che condussero il giornalista prima alla reclusione nel carcere di Regina Coeli e successivamente alla deportazione nelle prigioni di Alexanderplatz e di Charlottenburg in Germania.

La scarcerazione ed il ritorno in Italia. L'attività di commentatore politico per il quotidiano "Paese Sera", quella di ricercatore storico, la militanza nel Partito Comunista italiano.

L'attività di scrittore terminata con la morte avvenuta per suicidio nell'ottobre del 1970.

I documenti presentati presso la Casa della Memoria dimostrano come Zangrandi  sia sempre stato conscio dell'importanza della ricerca della verità anche, e soprattutto, se scomoda.

 

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Sabato, 20 Ottobre 2012 00:00

Crepe

 

"Quebrantos", termine della lingua argentina il cui significato è "crepe" o "squarci", è il titolo del libro presentato il giorno 17 settembre, presso la Casa della Memoria e della Storia di Roma.

Alla presentazione del volume, il cui titolo completo è "Quebrantos. Storie dell'esilio argentino in Italia", hanno partecipato: Delia Ana Fanego, curatrice del testo; Ernesto Nassi, vice Presidente Vicario della A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia); Carlos Cherniak, Ministro dell'Ambasciata Argentina in Italia; Fabio Sebastianini, Giornalista; Susanna Nanni, Ricercatrice e Docente di Storia ispanica presso l'Università di Roma TRE; Stefano Gambari, Responsabile della Biblioteca della Casa della Memoria.

Come ha precisato la curatrice del volume pubblicato in Argentina nel 2010, l'opera intende rendere omaggio alle vittime ed in particolare a coloro i quali, a causa della propria militanza politica, sono stati costretti dal regime militare al potere tra il 1976 ed il 1983 ad esiliare.

Molti di essi scelsero come destinazione del proprio esilio l'Italia, Paese di origine di numerosi cittadini argentini.

Il volume riporta fedelmente i testi, trascritti nel 2007, delle interviste rilasciate nel 1978 dai familiari degli esuli.

Testimonianze attendibili, contemporanee allo svolgimento di quelle tristi vicende; ricordi non mutati o mitigati dal trascorrere del tempo quindi di grande valore storico ed umano.

Il materiale raccolto dalle interviste sarebbe dovuto divenire soggetto per uno sceneggiato prodotto dalla RAI alla fine degli anni 70, sceneggiato mai realizzato per non determinare tensioni diplomatiche tra Italia ed Argentina.

Si trattava infatti di testimonianze dure di quel periodo storico. Un periodo che per molti cittadini argentini ha significato torture, reclusione e lotta per la sopravvivenza.

La dura repressione attuata dal regime, spietatamente deciso ad instaurare un sistema ultra-liberista, è raccontata attraverso le testimonianze di famiglie ed individui molto differenti fra loro sia dal punto di vista politico sia sociale.

Una eterogeneità che, come ha sottolineato Susanna Nanni, conferisce all'opera un alto valore di memoria collettiva.

 

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Lunedì, 15 Ottobre 2012 00:00

Green-Economy italiana

 

La green economy non rappresenta "solo" una necessità per non compromettere ulteriormente lo stato di salute del nostro Pianeta ma una concreta strategia per risollevare l'economia italiana ed in particolare per creare nuove opportunità occupazionali.

Muove da questi presupposti il Manifesto dal titolo "Green Economy italiana" presentato dall'On. Francesco Rutelli nell'ambito dell'incontro di Maratea che si è svolto dal 13 al 15 settembre.

La manifestazione organizzata dall'API (Alleanza per l'Italia), alla quale hanno partecipato esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni nazionali ed internazionali, è stata l'occasione per affermare la crescente sinergia tra le future sfide di natura politica, sociale ed economica con quelle ambientali.

Il manifesto "Green-Economy italiana" si pone quale contributo concreto alle scelte politiche che il governo Monti è chiamato a compiere negli ultimi mesi della Legislatura in corso e costituirà un elemento che non potrà essere trascurato  dal prossimo Governo eletto nel 2013.

 

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Sabato, 13 Ottobre 2012 10:07

Oltre i confini

Superare i confini che si presentano. Confini di qualsiasi tipo, siano essi di natura geografica, culturale, intima, umana.
Questo il tema della V Edizione del Festival di Letteratura e Cultura Ebraica che ha aperto i battenti il giorno 8 settembre e che si concluderà il giorno 12.
Cinque giorni nei quali si susseguiranno numerosi eventi che si svolgeranno all'interno del Vecchio Ghetto Demolito di Roma, culla della cultura ebraica occidentale. Il Festival è promosso da Provincia e Comune di Roma, dalla Regione Lazio, dalla Comunità ebraica di Roma e dall'Ambasciata d'Israele in Italia.
Curatori della manifestazione sono Mariella Piattelli, Raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann che si sono avvalsi della collaborazione di Zètema "progetto cultura" e del Centro di cultura Ebraica.
Come sempre ricco, dinamico e poliedrico il programma di questa edizione del Festival a cui partecipano intellettuali ed artisti internazionali.
Gli appuntamenti, infatti, spaziano dalla scrittura alla musica, dal teatro al cinema, dalle arti figurative allo sport senza trascurare le contaminazioni tra le differenti forme espressive.
La serata di apertura intitolata "Notte della Cabbalà", dedicata alla mistica tradizionale ebraica, è stata assai seguita dai cittadini che hanno affollato le strette vie del Vecchio Ghetto fino alle prime luci dell'alba in una piacevole atmosfera scandita dalla musica di David Broza e Gabriele Coen.
Tra gli eventi in programma per la serata inaugurale del Festival di particolare interesse l'incontro tenutosi all'interno del Palazzo della Cultura tra il giornalista Pierluigi Battista e lo scrittore ed attivista dei diritti umani Marek Halter.
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Venerdì, 12 Ottobre 2012 00:00

Il triste destino delle tribù Kayan

 

Nella Thailandia settentrionale, più precisamente nella provincia di Mae Hong Son, in prossimità del confine con la Birmania, vivono alcune tribù Kayan/Padaung di etnia Karenni.

Tali popolazioni sono conosciute come le tribù delle donne dal "lungo collo" o "donne giraffa".

I Kayan o Padaung sono gruppi originari della Birmania che, in seguito alla guerra scoppiata tra l'etnia Karen ed il regime militare birmano, durante gli anni '80, hanno lasciato le proprie terre per rifugiarsi nella vicina Thailandia. Una decisione sofferta per un popolo che faceva del lavoro dei campi la prima fonte di sostentamento ma resa necessaria dalle violazioni dei diritti umane perpetrate dal regime militare birmano attraverso metodi quali il lavoro forzato, gli spostamenti obbligatori e la tortura.

La peculiarità delle tribù Kayan, il lungo collo, è la conseguenza di una antichissima pratica svolta dalle donne di tale etnia. Questa pratica prevede che alcune bambine, quelle nate in giorni particolarmente propizi di luna crescente, dall'età di cinque anni inizino ad indossare degli anelli di una lega di ottone, argento ed oro. Questi anelli, posti ad ornamento del collo, aumentano in numero e spessore progressivamente con il passare degli anni tanto da determinare in età avanzata l'allungamento del collo che caratterizza la fisionomia delle donne Kayan.

 

Pubblicato in Storia

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